domenica 14 giugno 2009

SGAE y Cultura

Mientras la gente de a pie apenas llega a fin de mes, los ya millonarios se forran a cuenta nuestra. No consientas tamaño atentado contra la cultura y pasa este mensaje a todos tus amigos.
POR EL PLACER DE LA LECTURA:
La SGAE (Sociedad General de Autores) ataca de nuevo.
Escrito y firmado por José Luis Sampedro, escritor.
POR LA LECTURA
*Cuando yo era un muchacho, en la España de 1931, vivía en Aranjuez un Maestro Nacional llamado D. Justo G. Escudero Lezamit. A punto de jubilarse, acudía a la escuela incluso los sábados por la mañana aunque no tenía clases porque allí, en un despachito que le habían cedido, atendía su biblioteca circulante. Era suya porque la había creado él solo, con libros donados por amigos, instituciones y padres de alumnos. Sus 'clientes' éramos jóvenes y adultos, hombres y mujeres. Allí descubrí a Dickens y a Baroja, leí a Salgari y a Karl May. Muchos años después hice una visita a un bibliotequita de un pueblo madrileño. No parecía haber sido muy frecuentada, pero se había hecho cargo recientemente una joven titulada quien había ideado crear un rincón exclusivo para los niños con un trozo de moqueta para sentarlos. Al principio las madres acogieron la idea con simpatía porque les servía de guardería. Tras recoger a sus hijos en el colegio los dejaban allí un rato mientras terminaban de hacer sus compras, pero cuando regresaban a por ellos, no era raro que los niños, intrigados por el final, pidieran quedarse un ratito más hasta terminar el cuento que estaban leyendo. Durante la espera, las madres curioseaban, cogían algún libro, lo hojeaban y a veces también ellas quedaban prendadas. Tiempo después me enteré de que la experiencia había dado sus frutos: algunas lectoras eran mujeres que nunca habían leído antes de que una simple moqueta en manos de una joven bibliotecaria les descubriera otros mundos. Y aún más años después descubrí otro prodigio en un gran hospital de Valencia. La biblioteca de atención al paciente, con la que mitigan las largas esperas y angustias tanto de familiares como de los propios enfermos, fue creada por iniciativa y voluntarismo de una empleada. Con un carrito del supermercado cargado de libros donados, paseándose por las distintas plantas, con largas peregrinaciones y luchas con la administración intentando convencer a burócratas y médicos no siempre abiertos a otras consideraciones, de que el conocimiento y el placer que proporciona la lectura puede contribuir a la curación, al cabo de los años ha logrado dotar al hospital y sus usuarios de una biblioteca con un servicio de préstamos y unas actividades que le han valido, además del prestigio y admiración de cuantos hemos pasado por ahí, un premio del gremio de libreros en reconocimiento a su labor en favor del libro. Evoco ahora estos tres de entre los muchos ejemplos de tesón bibliotecario al enterarme de que resurge la amenaza del préstamo de pago. Se pretende obligar a las bibliotecas a pagar 20 céntimos por cada libro prestado en concepto de canon para resarcir -eso dicen- a los autores del desgaste del préstamo. Me quedo confuso y no entiendo nada. En la vida corriente el que paga una suma es porque:
a) obtiene algo a cambio.
b) es objeto de una sanción.
Y yo me pregunto: ¿qué obtiene una biblioteca pública, una vez pagada la adquisición del libro para prestarlo? ¿O es que debe ser multada por cumplir con su misión, que es precisamente ésa, la de prestar libros y fomentar la lectura? Por otro lado, ¿qué se les desgasta a los autores en la operación?.¿Acaso dejaron de cobrar por el libro?. ¿Se les leerá menos por ser lecturas prestadas?.¿Venderán menos o les servirá de publicidad el préstamo como cuando una fábrica regala muestras de sus productos? Pero, sobre todo: ¿Se quiere fomentar la lectura? ¿Europa prefiere autores más ricos pero menos leídos? No entiendo a esa Europa mercantil. Personalmente prefiero que me lean y soy yo quien se siente deudor con la labor bibliotecaria en la difusión de mi obra. Sépanlo quienes, sin preguntarme, pretenden defender mis intereses de autor cargándose a las bibliotecas. He firmado en contra de esa medida en diferentes ocasiones y me uno nuevamente a la campaña. ¡NO AL PRÉSTAMO DE PAGO EN BIBLIOTECAS!*
José Luis Sampedro
***
***
***
Mentre la gente normale non arriva nemmeno a fine mese, i milionari guadagnano a spese nostre. Non consentire questo attentato alla cultura e passa questo messaggio a tutti i tuoi amici.
PER IL PIACERE DELLA LETTURA:
La SGAE (Societá Generale di Autori Spagnola) attacca di nuovo.
Scritto e firmato da José Luis Sampedro, scrittore.
PER LA LETTURA
*Quando ero un ragazzino, nella Spagna del 1931, viveva ad Aranjuez un Maestro Nazionale chiamato Don Justo G. Escudero Lezamit. Ormai prossimo alla pensione, andava a scuola anche il sabato mattina nonostante non avesse lezione perché lí, in un ufficetto che gli avevano ceduto, aveva la sua biblioteca circolante. Era sua perché l'aveva creata da solo, con libri donati da amici, instituzioni e genitori di alunni. I suoi "clienti" erano (eravamo) giovani e adulti, uomini e donne. Lí scoprii Dickens, Baroja, lessi Salgari e Karl May. Molti anni dopo visitai una bibliotecuccia di un paesino madrilegno. Non sembrava che fosse molto frequentata, peró la gestiva una giovane laureata che aveva ideato un angolo esclusivo per i bambini con un pezzetto di moquete affinché si potessero sedere. All'inizio le madri accolsero l'idea con simpatia perché serviva loro da asilo. Quando i bambini uscivano da scuola le mamme li portavano lí e finivano di fare le loro compere, ma quando li tornavano a prendere, non era strano che i bambini, entusiasmati dalla fine del libro, chiedessero di poter rimanere per poter finire il racconto. Durante l'attesa le mamme curiosavano, prendevano un libro, lo sfogliavano e a volte anche loro ne venivano catturate. Tempo dopo scoprii che l'esperienza aveva dato i suoi frutti: alcune lettrici erano donne che non avevano mai letto niente prima che una semplice moquete in mano di una giovane bibliotecaria scoprisse loro altri mondi. E diversi anni dopo scoprii un altro prodigio in un ospedale di Valenzia. La biblioteca di attenzione al paziente, usata per mitigare le lunghe e angosciose attese di familiari e ammalati, fu creata con l'iniziativa e la volontá di una dipendente. Con un carrello del supermercato pieno di libri donati, passeggiando per i diversi piani, con lunghe peregrinazioni e lotte con l'amministrazione per cercare di convincere burocrati e medici non sempre aperti a considerazione diverse dalle proprie, che la conoscenza e il piacere proporzionati dalla lettura possono contribuire alla cura, dopo anni ed anni era riuscita a dotare l'ospedale e i suoi usuari di una biblioteca con servizio di prestito e delle attivitá che sono servite non solo per ottenere prestigio e ammirazione di tutti coloro che sono passati di lá ma anche un premio dalla corporazione del libro per riconoscenza al suo lavoro a favore del libro. Ricordo questi tre esempi tra i tanti di tenacia bibliotecaria adesso che mi sovviene una notizia che minaccia il ritorno del prestito a pagamento. Si pretende di obbligare le biblioteche a pagare 20 centesimi per ogni libro prestato come canone per risarcire, cosí dicono, gli autori per l'usura causata dal prestito. Sono confuso, non capisco niente. Nella vita di oggigiorno colui che paga lo fa perché:
a) ottiene qualcosa in cambio.
b) è soggetto a una sanzione.
Ed io mi chiedo: cosa ottiene una biblioteca pubblica, dopo aver giá pagato l'acquisto del libro prestandolo? O deve forse essere multata perché compie la sua missione, che è precisamente quella di prestare libri e fomentare la lettura? E d'altro canto, quel'è l'usura che gli autori subiscono durante la lettura? Non guadagnarono forse con la vendita del libro? Si leggeranno meno perché i libri vengono prestati? Venderanno di meno o sará forse una pubblicitá il prestito, como quando un'azienda regala campioncini del proprio prodotto? Ma, sopratutto, vogliamo fomentare la lettura? L'Europa preferisce autori piú ricchi e meno letti? Non capisco questa Europa commerciale. Personalmente preferisco che mi leggano e sono io che mi sento debitore nei confronti delle biblioteche che diffondono le mie opere. Sappiatelo voi che, senza chiedermelo, pretendete di difendere i miei interessi di autore distruggendo le biblioteche. Ho firmato contro questa misura in diverse occasioni e mi unisco di nuovo a questa campagna. NO AL PRESTITO A PAGAMENTO NELLE BIBLIOTECHE!!*
José Luis Sampedro

martedì 9 giugno 2009

FACEBOOK

Circa un anno e mezzo fa non sapevo cosa fosse "Facebook"... ricordo che un'amica mi disse che ci si era iscritta per scambiarsi delle foto con altre amiche sue... Non le prestai molta attenzione e continuai a vivere nella mia ignoranza. Poi peró circa 7 mesi fa un'altra amica mia mi disse che se volevo delle foto che le avevo chiesto le avrei potute scaricare dal suo facebook... in quel momento facebook entró nella mia vita!
Credo che sia uno strumento curioso e utile allo stesso tempo. È utile perché si puó riprendere il contatto con gente che non si vede da moltissimo tempo, anche se poi quando si iniziano ad avere molti contatti si fa un passo indietro visto che alla fine non si riesce a leggere l'aggiornamento di tutti. È peró curioso perché dimostra quanta necessitá di massificazione ci sia nell'essere umano... coloro che lo usano (me compresa) non potranno darmi torto se pensano ai gruppi in cui si saranno iscritti, agli assurdi test che avranno fatto e alle pagine di cui si saranno fatti fans... è un modo di mettersi in vetrina e rivendicare il nostro modo di essere, o almeno il modo in cui vogliamo essere visti. Per quanto mi riguarda devo dire che facebook, che mi piaccia o no, quasi monopolizza il poco tempo libero che passo su internet... e guardando la poca assiduitá di questo blog ne ho la prova!!
Vado a cercarmi un libro da leggere....
***
***
***
Hace año y medio más o menos no sabía lo que era "Facebook", recuerdo que una amiga me dijo que se había inscrito para intercambiar fotos con otras amigas suyas... No le hice mucho caso y seguí viviendo en mi ignorancia. Pero luego, hace unos 7 meses, otra amiga mía me dijo que si quería unas fotos que le había pedido las habría podido descargar de su facebook... fue entonces cuando "el facebook" entró en mi vida.
Creo que es una herramienta curiosa y útil al mismo tiempo. Es útil porque permite volver a tener relación con gente que no vemos desde hace mucho tiempo, aunque luego cuando se empiezan a tener muchos contactos se retrocede ya que no se consigue estar al día con todos ellos. Pero también es curioso porque demuestra la necesidad de masificación del ser humano... los que lo usan (yo incluida) tendrán que reconocerlo si piensan en los grupos en los que se hayan inscrito, en los absurdos test que hayan hecho y en las páginas de las que se hayan hecho fans... es una forma de colocarse en un escaparate para enseñar nuestra forma de ser, o al menos la forma en la que nos gusta que nos vean. Hablando de mí tengo que admitir que facebook, me guste o no, casi monopoliza el poco tiempo libre que paso en internet... y viendo lo que escribo en el blog tengo una prueba de ello!!
Voy a buscarme un libro y a leer...

Elezioni 2009

Dovunque eserciti il mio voto sembra che vada sempre perso... 23 paesi dei 27 votanti hanno scelto la destra per essere rappresentati in Europa... in Spagna Zapatero perde punti e la regione in cui vivo è stata quella dove si è avuta la piú alta percentuale di voti per il Partito Popolare... in Toscana ci sono le provinciali e nella mia cittá si andrá al ballottaggio e NON RIESCO A CAPIRE come sia possibile... CHE AMAREZZA!!
***
***
***
Parece que mi voto siempre se pierde, sea donde sea el país en el que voto... 23 paises de los 27 donde se efectuaban las elecciones han eligido la derecha como representante europea... en España ZP pierde puntos y la región donde vivo tiene el record de votos al PP de España... en Toscana hay elecciones para el Presidente de la Provincia e izquierda y derecha están iguales así que dentro de dos semanas se vota otra vez... NO LO ENTIENDO... que alguien me de una colleja estilo Sole (7 Vidas) si es que debería entenderlo!

giovedì 2 aprile 2009

AVE 2121 Ciudad Real – Madrid Puerta Atocha

RING… RING...

“Sí, dime… no sé… voy en el AVE, no tengo mucha cobertura… voy de camino a Madrid pero he cogido otro tren no sé cuándo llego…
ah sí…
vale…
…no te preocupes… no… seguro que tendré margen… tú no te preocupes, yo tengo la presentación… va a ir bien seguro… yo la presento y verás qué bien quedamos…
no te oigo… se entrecorta…
sí, cerca del Bernabeu…
bueno… que sí, que seguro llego a tiempo
se corta…
oye… oye..."

"¡Se ha cortado!”

TU… TU…

“Vi, ¿puedes hablar?
Una movida… estoy en el tren, el AVE, camino a Madrid… ya lo tenía pensado… llegaba a mi casa, me ponía mi uniforme de AC-DC y para allá… pero no… me ha llamado A. … que como ha cambiado el Consejero Delegado de xxxxxx pues el nuevo quiere hacer una reunión para estar al tanto… ya… sí y me ha llamado A. para que vaya… es a las 16,30… no sé exactamente cuándo llego… sobre las 15,30 creo… es que no me da tiempo… y es que las entradas las tengo en casa… pues sí… y bueno con A. no sé lo que vamos a tardar… es que hay que presentar el trabajo… si fuera yo solo, en 40 minutos lo tengo hecho pero siendo A. …. Bueno… a las 16,30… acabaremos a las 18 y luego ya sabes A. se lía… es que no me da tiempo… Me han jodido el día… ¿B. tiene llaves? Necesito… claro… pues… los vaqueros… son los claritos… los únicos con cremallera… y luego la camiseta de los conciertos… esa con… sí…. Vete tú a saber dónde la tengo… y luego una cazadora… y las botas… sí las botas las necesito… es que cuando acabo si fuera a mi casa… 16,30 - 18 – 20 - 20,30… no, no me puede dar tiempo…. Me tengo que quedar en Madrid… sí me quedaré en Madrid… me cago en… ya verás como me estropean todo… pues eso… bueno… bueno luego hablamos… venga…. Hasta luego…”

Sé que estando en el tren no debería prestar atención a nada más que a lo que hago… y de hecho estaba leyendo mi libro… pero me había parado un momento para mirar el paisaje de Castilla La Mancha y esa voz en el asiento justo detrás del mío me había llamado la atención… tenía ganas de darme la vuelta y verle la cara… pero no podía… Entonces empecé a imaginar…
Me imaginaba a un hombre entre los 30 y los 40 años sentado en el tren con su portátil delante, su traje de vestir, con gemelos y corbata, y un móvil… o una blakcberry… y luego me imaginaba ese hombre llegando a su casa… la veía… un piso de una habitación con baño y un ambiente único de cocina y comedor… con muebles modernos… ropa, documentos del trabajos, libros… todo mezclado sin orden… y las entradas del concierto listas en la mesa del comedor… me imaginaba también a la chica que estaba hablando con él por teléfono (Vi… era chica creo…), delgada, de ojos claros y pelo rubio, liso y largo… amable y tranquila… y luego volvía a imaginarme al tipo tirando su traje de vestir por el suelo para ponerse unos vaqueros y una cazadora para poder ir a disfrutar del concierto que tanto había estado esperando…

¿Le habrá dado tiempo ir? Y B ¿habrá encontrado la “camiseta de los conciertos”? Me parece haber vivido una cuento desde dentro… pero sin llegar a leer el final…

***
***

***
DRIIIN… DRIIIN...

“Sí, dimmi… non lo so… sono nell’AVE *, non prende il cellulare… sto andando a Madrid ma ho preso un altro treno… non so quando arrivo …
ah sí…
ok…
non ti preoccupare… no… di sicuro ce la faccio… tu non ti preoccupare, la presentazione ce l’ho io… andrá tutto bene… la presento io e vedrai che tutto andrá bene…
non ti sento… prende male…
sí, vicino al Bernabeu…
ok… sí sí… arrivo in tempo davvero…
non ti sento…
pronto… pronto"


"É cascata la linea!”

TU… TU…

“VI, puoi parlare?
Un casino… sono in treno, nell’AVE, per Madrid… avevo giá calcolato tutto, arrivavo a casa, mi mettevo la divisa AC-DC e via… e invece no… mi ha chiamato A. … hanno cambiato l’Amministratore Delegato di
xxxxxx
e siccome è nuovo vuole fare una riunione per sapere tutto… sí… sí e mi ha chiamato A. e mi ha detto di andarci… è alle 16,30… non so di preciso quando arrivo… verso le 15,30 credo… ma non faccio in tempo… e i biglietti ce l’ho a casa… eh sí… e figurati con A. non so quanto ci si metterá… dobbiamo presentare il progetto… se fossi io da solo in 40 minuti finirei, ma con A. … Sí insomma… alle 16,30… finiremo alle 18 e poi lo sai… A. perderá tempo… è che non ce la posso fare… mi hanno rovinato la giornata… B ha le chiavi? Ho bisogno… eh sí… certo… dunque… i jeans… quelli chiari… sono gli unici che hanno la cerniera… e poi la maglietta dei concerti… quella con… sí… Vai a sapere dove l’ho infilata… e poi una giacca di jeans… e gli stivali… sí gli stivali, mi servono… é che se quando finisco andassi a casa… 16,30 – 18 – 20 – 20,30… no, non ce la posso fare… Devo rimanere a Madrid… sí dai rimango a Madrid… accidenti a… vedrai come mi sciupano tutto… sí dai… va beh… sí, ci sentiamo dopo… sí, ok… ok… a dopo…”

Lo so che quando sono in treno non dovrei far altro che quello che sto facendo… e infatti io stavo leggendo il mio libro… ma avevo fatto una pausa per guardare il paesaggio di Castilla La Mancha e quella voce proveniente dal sedile dietro al mio mi aveva incuriosito… volevo girarmi e vederlo in faccia… ma non potevo… e quindi iniziai a immaginare…
Immaginavo un uomo tra i 30 e i 40 anni seduto nel treno con il suo computer davanti, il suo vestito elegante, con i gemelli e la cravatta, e un cellulare… o un blackberry… poi immaginavo quello stesso uomo arrivando a casa sua e la vedevo… un bilocale con una camera con bagno e un ambiente unico che funge da cucina e da sala… con arredamento moderno… vestiti, documenti del lavoro, libri… tutto sparso ovunque, in giro, senza ordine… e i biglietti del concerto appoggiati sul tavolo di sala, pronti… mi immaginavo anche la ragazza con la quale stava parlando (Vi… era una ragazza penso…) minuta, con gli occhi chiari e i capelli biondi, lisci e lunghi… gentile e tranquilla… e poi immaginavo di nuevo il tizio che buttava giacca e cravatta in terra per mettersi i suoi jeans e maglietta e andare a vedere il concerto che stava aspettando da tanto…

Avrá fatto in tempo ad andare? E B avrá trovato la “maglietta dei concerti”? Mi sembra di aver vissuto un racconto da dentro… ma senza arrivare a leggerne la fine…

* AVE: Treno ad Alta Velocitá.

giovedì 29 gennaio 2009

Promoción Cultural 24 horas

10,30 h. de la Mañana
JA: "----- de Murcia Buenos Días"
X: "Sí... uhm... ehm... llamaba por lo de... ehm.. de los escolares... los conciertos estos... Para hablar con MM"
JA: "Sí, pero no tiene que llamar aquí. Tiene que ponerse en contacto con el Departamento de Promoción Cultural, el número es el --- ------ y la atención al público es de 11,30 a 14,00 horas"
X: "Ah... vale..."
JA: "Hasta luego, buenos días."
...pasan unos minutos...
JA: "----- de Murcia Buenos Días"
X: "Uhm... ahm... sí, buenos días... soy... he llamado antes... sí... por lo de los colegios... los conciertos estos... escolares... Perdone... he llamado donde usted me ha dicho pero no me lo cogen... salta un mensaje... ¿no me había dicho que la atención al público era 24 horas al día?"


¡¡¡CLAAAROOOO HOMBRE!!!
***
***
***
10,30 h.
JA: "----- di Murcia Buongiorno"
X: "Sí... uhm... ehm... chiamavo per... ehm... volevo sapere... degli scolastici... i concerti... quelli... Volevo parlare con MM"
JA: "Sí, ma non deve chiamare questo numero. Deve contattare il Dipartimento di Promozione Culturale, le dó il numero --- ------ e puó chiamare dalle 11,30 alle 14,00"
X: "Ah... ok..."
JA: "Arrivederci e buongiorno"

...passa qualche minuto...
JA: "----- di Murcia Buongiorno"
X: "Uhm... ahm... sí, buongiorno... sono... quello di prima... sí... delle scuole... i concerti, come si dice?... scolastici... Scusi... ho chiamato il numero che mi ha dato ma non risponde nessuno... si sente un messaggio... non aveva detto che il numero era attivo 24 ore al giorno??!!"

DIAMINE, CERTO CHE SÍ
!!!

mercoledì 28 gennaio 2009

Luca e Nonna

Luca: "Ma c'è Zia Ila a casa tua?"
Nonna: "No, Zia non c'è"
L: "E dov'è?"
N: "A casa sua"
L: "Ah... e dove?"
N: "In Spagna"
L: "Ah.. Io ci nono stato a casa di Zia!! C'ho anche dormito, ci sono stato parecchi giorni e c'erano anche babbo e mamma e dormivamo tutti lí... Ma te nonna non dormivi lí... dove dormivi?"
N: "Io dormivo in albergo"
L: "Aahh!! Dove??"
...
L: "Ma io quando sono grande ci torno da Zia!!"
N: "Se vuoi ci puoi tornare anche adesso, con nonna"
L: "Ma senza babbo e mamma?"
N: "Sí, loro non possono, lavorano"
L: "Uhm... quando sono grande ci torno.."
...
L: "Ma non c'è nemmeno Zio Chema a casa tua?"
N: "No..."
L: "Va beh, allora vengo io!!"
L'ingenua ovvietá dei bambini...
***

***
***
Luca: "Pero... está la Tita Ila en tu casa?
Abuela: "No, la Tita no está"
L: "¿Y dónde está?"

A: "En su casa"
L: "Ah... ¿y dónde?"
A: "En España"
L: "Ah.. ¡¡Yo estuve en casa de la Tita!! Y dormí allí, estuve muchos días y estaban también el papá y la mamá y dormíamos todos allí... Pero tú abuela no dormías allí... ¿dónde dormías?"
A: "Yo dormía en el Hotel"
L: "Aahh!! ¿Dónde??"
...
L: "¡¡Cuando sea mayor yo vuelvo a casa de la Tita!!"
A: "Si quieres puedes volver también ahora, con la abuela"
L: "¿Y sin mamá y papá?"
A: "Sí, ellos no pueden, trabajan"
L: "Uhm... cuando sea mayor vuelvo.."
...
L: "Pero, ¿El Tito Chema tampoco está?"
A: "No..."
L: "Vale, ¡¡pues entonces voy yo!!"
La ingenua obviedad de los niños...

venerdì 2 gennaio 2009

Buon Anno Nuovo!!

Ed eccoci all'inizio di un nuovo anno. Dando un'occhiata al mio blog ho visto che lo devo aggiornare e togliere dalla sezione "I libri che mi porto sull'altalena quest'anno" tutti quelli che ho letto nel 2008, non sono poi molti in realtá... all'inizio dell'anno credevo che ne avrei accumulati di piú... vedremo cosa faró per questo 2009. Intanto mi copio la lista delle mie letture del 2008:

> "La Biblia de Barro" * J. Navarro
> "Il ritorno del Re" ["Il Signore degli anelli"] * J.R.R. Tolkien
> "Harry Potter e i doni della morte" * J.K. Rowling
> "Il coperchio del mare" * B. Yoshimoto
> "El Silmarillion" * J.R.R. Tolkien
> "El niño con el pijama de rayas" * J. Boyne
> "I love shopping in bianco" * S. Kinsella
> "El Castillo Ambulante" * D.W. Jones
> "Brisingr" * C. Paolini

> "Uno, nessuno e centomila" * L. Pirandello

Pirandello ancora non è finito, quindi lo lasceró come primo libro di questo 2009. Intanto mi chiedo dove sia finito "Gomorra"... Chema me lo regaló per la Giornata Mondiale del libro 2008 e volevo leggerlo perché ancora non l'ho fatto, ma la mia casa lo ha fatto sparire... che sia in combutta con la mafia????


Buon Anno e Buona Lettura a tutti.

P.S. Un amico mi ha chiesto perché i titoli dei libri a volte sono in taliano e altre in spagnolo, c'e una spiegazione e ho pensato quindi di illuminare tutti i lettori del mio blog =) : metto il titolo nella lingua in cui ho letto il libro.
***

***

***
Pues estamos empezando este nuevo año. Echando un vistazo a mi blog he visto que tengo que actualizarlo y quitar del apartado "Los libros que me subo al columpio este año" todos los que he leído a lo largo de 2008, no son muchos realmente... a principios de 2008 creía que habría acumulado más títulos... ya veremos lo que haré este año. Mientras copio el listado de mis lecturas de 2008:

> "La Biblia de Barro" * J. Navarro
> "Il ritorno del Re" ["Il Signore degli anelli"] * J.R.R. Tolkien
> "Harry Potter e i doni della morte" * J.K. Rowling
> "Il coperchio del mare" * B. Yoshimoto
> "El Silmarillion" * J.R.R. Tolkien
> "El niño con el pijama de rayas" * J. Boyne
> "I love shopping in bianco" * S. Kinsella
> "El Castillo Ambulante" * D.W. Jones
> "Brisingr" * C. Paolini

> "Uno, nessuno e centomila" * L. Pirandello

Pirandello todavía no me lo he acabado, así que lo dejaré como primer libro de este 2009. Miestras me pregunto dónde se haya metido "Gomorra"... Chema me lo regaló en el Día Mundial del libro 2008 y quería leerlo porque todavía no lo he hecho, pero mi casa lo ha hecho desaparecer... ¿estará tratando con la mafia?

Feliz Año y Feliz Lectura a todos.
***
P.D. Un amigo me ha preguntado por qué los títulos de los libros a veces van en italiano y otras en español, hay un porqué y he pensado que se lo voy a explicar a todos los lectores de mi blog =) : escribo el título en el idioma en el que he leído el libro.